Ill.mo Arch. Luciano Serchia,
Mi permetto di disturbarla, per metterla a conoscenza di un fatto che si sta compiendo in questi giorni a Lesignano de’ Bagni. Sono membro della Commissione LL.PP e Edilizia come consigliere comunale.
L’impresa Bucci Costruzioni, ha proposto una variante al Piano Regolatore, in cui chiederebbe l’eliminazione di un vincolo di restauro per una casa torre databile tra il ‘600 e il ‘700 (per analogia con altre case torri del luogo). Le ragioni di questa richiesta paiono essere unicamente quelle economiche, visto che siamo nel 2010 e la tecnica per far sì che un edificio non crolli esiste a tutti gli effetti.
L’edificio è stato volontariamente messo nelle condizioni di ammalorarsi, avendo 3 anni prima abbattuto il fienile sul fianco est della torre, senza avere provveduto a contraffortare temporaneamente l’edificio. Difatti si notano crepe verticali proprio sui lati sud e nord a significare la mancanza di sostegno laterale a est. (Proprio 3 anni fa avevamo fatto notare agli Amministratori la necessità di intervenire per preservare un valore importante del nostro territorio, perciò se nulla è stato fatto in questo lasso di tempo, e se la torre venisse abbattuta, riterremo responsabili in prima persona Sindaco e Giunta, ndr).
Volevo inoltre far notare che a Lesignano i fienili di fine ‘800 sono stati quasi tutti abbattuti per far posto a palazzine plurifamigliari.
Spero che anche in questo caso, come nel caso delle Terme, la solidità della cultura possa prevalere sulle speculazioni edilizie delle imprese private. Potrebbe diventare quel precedente a cui in futuro potrebbero appellarsi altre imprese.
Riponendo fiducia nella Sovrintendenza, rimanendo a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento porgo i miei più
cari saluti
arch. Simone Riccardi
articolo pubblicato sulla Gazzetta del 10 febbraio 2010





