Ricopiamo qui di seguito una lettera inviata al direttore della Gazzetta di Parma il 4 luglio 2010. La lettera è scritta da un parmigiano che mette in luce il cambiamento radicale subito da Lesignano negli ultimi 20 anni.
“Lesignano non c’è più
Signor direttore, il mio ritorno a Parma, dopo tanti anni di lavoro all’estero, alla ricerca dei luoghi della mia gioventù, mi ha portato ad organizzare una gita fuori porta: scelgo Lesignano dè Bagni tra le tante feste proposte dalla Gazzetta di Parma, ricordando alcune felici estati tra la piscina, i calanchi e le belle colline.
Parto a metà pomeriggio per aver modo di rivedere quei bei posti. Nei pressi del paese noto, e me ne compiaccio, un cartello «città dei bambini»; arrivo in un paese che non riconosco, completamente stravolto e trasformato in un anonimo quartiere di una periferia di una qualsiasi città; tante case, poco verde, nessun centro.
La piazzetta di fronte al vecchio bar nella strettoia del paese dove mi sedevo a bere una «spuma» è stato trasformato in un parcheggio; la chiesa chiusa è inagibile. Proseguo e vedo la nuova piazza dove, con concezione «pseudo modernista », è stato realizzato il nuovo Municipio e qualche negozio, ma nessuna traccia di strutture per i bambini. Proseguo un po’ dispiaciuto il mio tour del paese e noto altri cartelli «a scuola a piedi» e una riga disegnata a terra; proseguo e dietro il comune, in un altro nuovo quartiere vedo un piccolo giardinetto e mi dico che il paese dei bambini deve avere qualcosa di meglio; cerco ancora e vedo un piccolo parco (se vogliamo definirlo così) senza piante: questo è quello che ho trovato come spazio dedicato ai bambini (e ai cani).
Cerco anche nella «bassa» dove non trovo altro che delle nuove costruzioni e il vecchio ginepraio uguale a tanti anni fa: le famose terme ancora abbandonate, ma nessun luogo per i bambini.
Ipocrisia, in un paese che si fa bello del cartello «città dei bambini», mi aspettavo qualcosa per i bambini, oltre al cartello! Decido di andare a mangiare in un’altra festa contadina e dimenticare la mia visita a Lesignano attuale, per potermelo ricordare come era nei miei ricordi: un bel paesino di collina dove i bambini non erano strumentalizzati per fini reclamistici, ma potevano giocare nei prati.
G. M.”

