La seduta n. 6 del consiglio comunale di Lesignano non è andata diversamente dalle altre, il solito muro di gomma. Un espressione che ben rappresenta, in senso figurato, una situazione che vanifica ogni sforzo di intervento, ogni tentativo di comprensione, ogni richiesta di chiarimento. E sappiamo bene che… la gomma non è digeribile.
Tenterò di riassumere i punti più importanti sui quali abbiamo discusso ampiamente.
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1. Interpellanza sulla casa torre ex corte Stocchi
Abbiamo chiesto perchè non siamo stati avvertiti dei cambiamenti di accordi presi durante la prima commissione edilizia del 26 gennaio 2010.
La risposta è stata una lettura della relazione della sovrintendenza e nessun cenno al fatto che si siano cambiati degli accordi senza avvertire i Consiglieri firmatari.
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Questo atteggiamento deve essere condannato perchè porta all’inutilità delle Commissioni. Inoltre ancora peggio è un metodo che questa amministrazione sta ripetendo ogni qualvolta operi su questioni particolarmente difficili.
Vengono chiuse le porte, si mette tutto a tacere e si va avanti senza considerare che stanno rappresentando la minoranza dei cittadini di Lesignano e che forse mettere a conoscenza o chiedere un parere anche alle altre forze politiche non sarebbe solo un gesto di cortesia ma un importante gesto di democrazia. Per chi rappresenta il partito democratico dovrebbe condannare a sua volta questo tipo di pratiche totalitarie.
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E’ emerso inoltre che il fienile abbattuto era di costruzione precedente alla torre che è stata datata dalla Sovraintendenza alla metà del ‘800.
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E’ stato perciò ammesso che a Lesignano si abbattono edifici storici senza valutazioni nel merito.
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Questi immobili sono la storia e la cultura del nostro territorio. Senza dei quali Lesignano potrebbe essere qualsiasi luogo generico. Teniamolo ben in considerazione, e questi sono i fienili di metà 800 abbattuti a Lesignano sino ad oggi (se ne conoscete altri abbattuti contattateci): http://snurl.com/117txj
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In ultimo, durante le varie ed eventuali abbiamo fatto notare che la torre non è stata messa in sicurezza e versa in condizioni disastrose per cui potrebbe crollare da un momento all’altro.
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Addirittura, dopo che il Sindaco ha chiesto un intervento di consolidamento della torre, Bucci Spa per 3 mesi ha scavato fondazioni e costruito a pochi metri dalla torre. Qual’era il fine di tale manovra?
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La torre è tutt’ora un edificio in pericolo di crollo e se dovesse succedere qualsiasi cosa alla struttura riteniamo l’amministrazione direttamente responsabile.
Per sconguirare il crollo, non basta che il Sindaco si tocchi le palle in pieno Consiglio comunale, è necessario che si provveda con i fatti. Le parole di questa amministrazione, lo abbiamo ormai capito, non contano niente.
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2. Approvazione del progetto del Museo del Norcino in edificio privato
Poche righe.
Costo dell’intervento 140′000,00 Euro circa, contributo regionale di 77′000,00 Euro e spesa comunale pari a 62′000,00 Euro.
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Peggio, l’investimento viene fatto su un immobile privato che dopo 25 anni ritorna al proprietario (la Curia).
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Abbiamo votato contrariamente per 2 ragioni principali:
a. non si investono così tanti soldi pubblici su immobili privati, quando non si hanno 1000,00 Euro per tagliare l’erba o per mettere qualche panchina.
b. il progetto di per se è fallimentare, è un museo banale (in tutta italia ci sono musei del norcino) e diventerebbe un peso economico da mantenere per sempre. Nemmeno musei importanti come il Museo del Prosciutto o il Museo Guatelli, unici al mondo, riescono a sostenersi. Pensiamo ad un museo con un nome banale posto in un luogo sperduto del territorio parmense. A chi serve questo progetto? Aprirà una decina di giorni all’anno senza aggiungere un vero valore al territorio lesignanese. Se viene investito 100 il ritorno generale, se tutto va bene, sarà 1.
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La nostra proposta è quella di integrare questo progetto in un progetto più ampio di recupero delle terme. In questo modo si manterrebbe il contributo regionale e riusciremmo a coprire il 20% di un ipotetico recupero dell’edificio delle terme.
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3. Approvazione per spostare a Langhirano il servizio urbanistica e edilizia
Abbiamo scoperto che il Comune non è obbligato a spostare il servizio (art. 21 L.42/2009). Difatti nella legge è scritto al comma 3:
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“3. Per i comuni, le funzioni, e i relativi servizi, da considerare ai fini del comma 2 sono provvisoriamente individuate nelle seguenti:
e) funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell’ambiente, fatta eccezione per il servizio di edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia nonché per il servizio idrico integrato;”
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Questo significa che il Comune può tenersi il servizio nella propria sede. Rimane un problema economico per cui non potrebbe essere aggiunto un nuovo dipendente, ma sappiamo che l’ex poliziotto comunale Nardelli sarà trasferito in tempi molto brevi.
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Il costo della convenzione è di 4′000 Euro per un anno. Ad un costo del genere possiamo già immaginare quale sarà la qualità del servizio.
Per queste ragioni, pensiamo che un servizio così importante deve essere assolutamente tenuto nella nostra sede comunale (per cui anche il legislatore della legge 42 ha individuato questa possibilità),.
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La nostra proposta è stata quella di rimandare la decisione per potere comprendere insieme agli amministratori come andare nella migliore direzione per il nostro comune.
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Niente da fare. Il Sindaco, nel pieno della sua autorità, senza interpellare i consiglieri, ha scelto di mettere ai voti la delibera e da oggi è esecutivo il trasferimento di queste funzioni al Comune di Langhirano.








